May 2012
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Addosso al viso mi cadono le notti
e anche i giorni mi cadono sul viso.
Io li...
– Patrizia Cavalli
April 2012
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Poi d’un tratto m’è tornato in mente
il suono caldo della tua risata,
gli occhi grandi e chiari dietro i quali
innalzavi bugie su bugie,
i giorni vissuti insieme e il letto vuoto
dove dovevi essere tu.
Sono uscita di casa lasciando
le chiavi sotto il cuscino,
le parole e le ore e tutto quello
che pensavo avesse un peso;
è stato facile, così, correre forte,
tracciare mille...
Condividere un viaggio in treno è come condividere un destino.
– Gianmaria Testa, in una bellissima introduzione a una sua canzone in cui racconta di viaggi e stazioni, cose dimenticate e perdute sui treni, amori impossibili creduti possibili per un istante, occhi speranzosi al finestrino, sguardi che non si voltano più (ho un leggerissimo déjà vu).
Nei nostri sogni avevamo sempre fatto come Don Chisciotte che spinge il suo...
– Antonio Tabucchi, Libri mai scritti, viaggi mai fatti
March 2012
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Ho lasciato dieci lire nella tasca sinistra della tua giacca scura.
Adesso, per favore, non voltarti più.
February 2012
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Ecco cosa vorrei dirti: mi manchi. Mi mancano i giorni passati insieme, le risate genuine, i momenti di leggerezza e le confidenze, quelle fatte con gli occhi che traboccavano di un dolore ancora troppo vivo. Tra pochi giorni sarà un anno dal nostro primo incontro e tutta questa distanza mi pesa, anche se fingo di no. Eri la spinta che mi riportava a galla, la vita che tornava a pulsare. Torna...
Memorandum.
Le cose che somigliano all’amore
non sono l’amore.
Pensavo a quant’è facile fare a pezzi i ricordi,
vestirli come più conviene, disprezzarli,
sostituirli, deriderli e svenderli fino a umiliarli,
quando hai una memoria che fa acqua da tutte le parti.
Beati gli smemorati, perché sì.
Difficile non è partire contro il vento,
ma casomai senza un saluto.
– Ivano Fossati, Lindbergh
E all’ennesima scenata isterica di mia madre sentirsi urlare Sei tu che non sei normale, non te ne frega di niente e di nessuno.
Grazie, anche di questo.
Avere capacità di socializzazione pari a zero;
essere morsi continuamente dalla paura;
sentirsi per questo sempre un passo indietro,
fuori luogo, non abbastanza.
Per sopravvivere all’inverno e alla guerra, erigemmo una pira con i nostri...
– Jeanette Winterson, Passione
Ci guardavamo e credo che cominciassimo già a desiderarci […] e...
– Julio Cortázar, Il gioco del mondo
Portavo un cuore entrando nella stanza,
ma uscendo non lo avevo più.
– Morgan, Amore assurdo
ridicolo [ri-dì-co-lo] agg., s.
• agg.
1 Che fa ridere per la sua comicità; che provoca derisione per la sua goffaggine, assurdità ecc.
2 estens. Che non merita considerazione, per la sua inadeguatezza o per la sua assurdità SIN risibile: queste pretese sono assolutamente r.; di scarso rilievo o valore SIN irrisorio: un compenso r.
• s.m. (solo sing.) Ciò che suscita ilarità o provoca derisione: non avere il senso del r....
So che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono...
– Wisława Szymborska
January 2012
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Credo,
a differenza tua,
di non aver preso
più alcun treno,
da allora.
Oggi...
– cose che no.
Tutto questo è per me talmente troppo e talmente irreale
che conservo gli occhi asciutti e il cuore freddo,
anche adesso che non ci sei più.
Preferisco rimanere nella mia stanza e affacciarmi alla finestra. L’anno...
– Jeanette Winterson, Passione
Hai lividi sui polsi che sembrano carte geografiche, gli occhi chiusi da tre giorni e una maschera stretta sul viso che ti sega le guance a sangue, perché la pressione è troppa per la tua pelle sottile. Da un foro di sfogo la maschera mi getta l’aria in faccia insieme a quel che resta del tuo respiro. Ti ho stretto la mano mentre l’altra cercava inutilmente di sfilarla via, per poi...
Sapeva di trovarsi di nuovo al suo fianco, di non essere annegata, che lui la...
– Julio Cortázar, Il gioco del mondo
Ci sono persone a cui certe parole andrebbero proibite,
come per sempre - insieme (e soprattutto accanto)
a ricordo, bene, amore, addio.
Mi sembra miracoloso che siamo riusciti a sopravvivere
senza capirci.
– Roberto Vecchioni, Il libraio di Selinunte
L’inutilità della puntualità dei ricordi,
quando oramai appartengono soltanto a te.
Quando non ci sei faccio brutti sogni che non voglio raccontare e mi sveglio col cuore incrinato, gli occhi e le mani che fanno male per aver stretto troppo forte, i pensieri che pungono e bruciano in posti ben precisi, come lo zucchero sui miei denti troppo sensibili. Io non lo so cosa vuol dire per sempre però so bene cosa vuol dire adesso: sorridimi ancora, abbracciami piano, tienimi così.
Fidati di me: rideremo di nuovo e stavolta
sarà per noi un riflesso...
– Paolo Benvegnù, Il pianeta perfetto
E poi, per brutto che sia stato, per dispiaceri che mi abbia portato, il 1960 è...
– Dino Buzzati, Storico e stupendo
December 2011
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E poi sembrare quel che si è.
Ho comprato tre paia di calze, una maglia a righe di due o tre taglie più grande da indossare come vestito, un rotolino di scotch trasparente per fissare i fiocchi di neve di carta contro il vetro della nostra cucina, un libro su Chagall. Per Natale mi regalerò un paio di scarpette rosse per sognare più forte, o forse degli stivali, per saltare nelle pozzanghere senza preoccuparmi della pioggia...
Viaggiavo con l’anima scoperta
come un cavo elettrico in due dita...
– Cecilia Resio, Carabusintricatus
Fermare i pensieri, le mani, i ricordi che spingono dietro le palpebre per uscire.
Scoppiò a ridere. «Ma cosa mi dici delle tue ali?» chiese. «Come hai potuto...
– Jeanette Winterson, Il sesso delle ciliegie (via dentrodite)
Glielo chiese sottovoce, come fosse un pensiero scappato dalle labbra, come un tacito segreto che apparteneva a entrambi e li condannava all’infelicità.
(dimmi, amore mio: quanto a lungo ancora potrai respirare in una vita priva di poesia?)
Credo, sì, di averti vista, avevi l’aria soddisfatta
e forse eri riuscita...
– Eva Mon Amour, See you soon
Dicembre inizia con una presa di coscienza devastante, l’umiliazione e la rabbia che spingono da dentro, un dolore fortissimo al centro del petto, un pianto inutile e breve.
November 2011
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Hai detto: «Per altre terre andrò, per altro mare.
Altra città, più amabile di...
– Constantinos Kavafis
Nella mia buca delle lettere, da quando sei partito, arrivano le tue parole. Arrivano anche le sue, e dentro - riesco a vederti - ci sei tu. Non le straccio, non cambio indirizzo, non le respingo al mittente; le metto da parte, come fossero per me, anche se sono lì a ricordarmi soltanto che per me non sono più. Vorrei non essere così: capire sempre tutto, sentirlo nell’aria e poi vederne i...
E una fretta di mani sorprese a toccare le mani,
ché dev’esserci un modo...
– Fabrizio De André, Disamistade
Ti daranno amore, amore, amore, amore,
e non filo spinato.
– Ivano Fossati, Baci e saluti